La pallacanestro come teatro d’integrazione: il baskin

Quando alla parola sport si uniscono collaborazione e passione e ci si aggiunge anche qualcuno che crede che ci sia assolutamente bisogno di andare “oltre” le differenze. Il baskin nasce come un’attività che rende la pallacanestro uno splendido teatro d’integrazione

di Giorgia Limiti

logobaskinRaccontare lo sport mettendo da parte analisi, risultati e classifiche. Ed è il mondo del basket a fare da sfondo ad una di quelle storie che ti lasciano credere che la volontà e la collaborazione siano dei motori potentissimi, capaci di raggiungere risultati incredibili.

Proviamo quindi a raccontarvi l’universo “Baskin”, che sta  costruendo da ben 8 anni (nasce nel 2006) le proprie “vittorie” attraverso l’integrazione e la collaborazione. Un esempio di squadra, dove vengono valorizzate le abilità di ognuno che diventano indispensabili per raggiungere un obiettivo comune.

Questi 57 secondi danno sicuramente un’idea chiara di cosa sia il baskin, ma crediamo che ognuno di noi, guardando il filmato, abbia provato qualcosa che, sarebbe riduttivo, condurre dentro linee ben definite.

L’idea nasce a Cremona dalla collaborazione di una squadra composta da genitori ed insegnanti. Il supporto dell’amministrazione locale e l’interazione tra diverse figure sono state indispensabili per il successo di questa attività che ha preso spunto dal mondo della palla a spicchi.

Ma come si gioca a Baskin? Qui potete trovare un estratto del regolamento.  Curiosando poi nella pagina Facebook, costantemente aggiornata con tutte le notizie che riguardano le varie attività che vengono organizzate,  si scopre un mondo fatto di sorrisi e fotografie in cui, ognuno a modo suo, è protagonista.

Come viene sviluppata e portata avanti l’attività, i campionati e le coppe?  Non mancano nemmeno quelli, altrimenti che sport sarebbe senza quel pizzico di “agonismo” e sana competizione che rendono tutto più vivace?
Grazie all’affiliazione con la UISP (Unione Italiana Sport Per Tutti) di Cremona è stato infatti possibile dar vita ad un vero e proprio campionato, qualificato come torneo ricreativo, che è partito da Cremona ma si è poi esteso anche ad altre regioni (Piemonte, Sicilia e Marche per citarne alcune).

Lo scorso 28 settembre a Ferrara si è poi conclusa la prima edizione della Coppa Italia,  che ha visto scendere in campo le 4 formazoni vincitrici dei rispettivi tornei regionali. Una belle esperienza per i ragazzi, che hanno avuto modo di confrontarsi anche con persone provenienti da città diverse, nella più classica delle “Final Four” che ha visto trionfare il  “Baskin Ciuff  Borgomanero“.

Come si diventa allenatori ed arbitri di Baskin?  Attraverso un corso (l’ultimo è stato svolto a Cremona a novembre) il cui programma prevede sia una parte teorica che una pratica, svolta in palestra.

Cos’è che rende così speciale quest’attività? Sicuramente il gioco di squadra e la possibilità data a tutti i ragazzi di contribuire al raggiungimento di un obiettivo comune. Ognuno ha la possibilità di mettere il proprio “mattoncino” per la costruzione di qualcosa di più grande, si lavora per l’integrazione e per la crescita comune. Nascono amicizie e legami forti, a dimostrazione del fatto che insieme… si può!
Una diversità che viene vista, finalmente, come punto di forza e non come debolezza.  Campioni “veri”.

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