La generazione dei giovani “senza futuro” cantata da Scarda

Il nuovo talento italiano Scarda ha esordito il 16 dicembre con l’album dal titolo “I piedi sul cruscotto”, pubblicato da Mk Records

di Francesca Britti 

fonte immagine: On Mag Promotion

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Classe 1986, Scarda appartiene alla nostra generazione, quella di giovani dal futuro incerto (o senza futuro, nella versione realistico-pessimista). Un futuro che però inizia a delinearsi e, forse, brillare in quel mondo che ormai poco ha di fatato e cristallino: la musica.

“Raccomandato” da Mister Youtube, che sforna talenti più dei vari talent show, Scarda, all’anagrafe Domenico Scardamaglio, viene dal Sud, con un sangue misto napoletano, dove è nato, e calabrese, di Vibo Valentia, dove e` cresciuto.

In una realtà che neanche a dirlo è morta e priva di stimoli, Scarda parte per la Mecca italiana, Roma, dove trova la sua dimensione e spinge per farsi conoscere registrando un “demo” casalingo pubblicandolo sul web, dove ottiene un buon riscontro di pubblico, che può  così iniziare ad ammirarlo anche dal vivo nei locali romani.

Dal 2012, quando incide il demo, ad oggi di strada Scarda ne ha fatta e il 16 dicembre scorso ha pubblicato, per la MK Records, il suo album d’esordio, intitolato I piedi sul cruscotto. L’ originale titolo “nasce guardando i segni lasciati, tanti anni fa, da qualcuno che poggiava sempre i piedi sul cruscotto della mia auto“.

E in effetti per essere “assaporato” questo album andrebbe ascoltato distesi sul cruscotto di una macchina, magari fumando e con gli occhi chiusi. Ma a chi vive in una metropoli come me, al posto del cruscotto, un comodo sedile va tutto sommato bene. Gli occhi sono chiusi, ready to go (and listen!).

Il primo ascolto, personalmente parlando, è sempre un’ incognita. La prima a partire è Serenata del muratore, che, onestamente, tutto mi sembra fuorché una serenata. Vado avanti, scettica, e il ritmo incalza fino alla “best one” L’estate passa, che diventa la mia preferita in assoluto. Profuma di mare, di estate e quel sapore un po’ nostalgico ma ritmato mi conquista (e mi fa muovere il corpo sul quel comodo sedile del bus).

Fresca è anche Michele è matto, canzonetta che ricorda lo stile di Rino Gaetano (nonostante Scarda definisce Vinicio Capossela l`artista a cui si ispira) a cui il cantautore calabrese è` stato accostato da uno dei maestri della musica, Mogol.

Scarda, come accennato in apertura, è figlio della generazione dal non-futuro, quella generazione che si lamenta perché non ha un posto fisso e che è “choosy”. Non poteva, quindi, mancare nel suo repertorio un canzone riguardante il precariato con un’ ouverture ironica molto azzeccata.

La quotidianità è certamente quello che il cantante vuole far trasparire dalle sue canzoni. Quella normalità che prende accezione negativa quando si parla di omicidi passionali, di cui Scarda ne canta in Sarà bellissimo però, dove lui fa le prove dell`omicidio dell`ormai ex ragazza.

Non e` solo Mogol a notare l’ estro artistico di questo giovane cantautore. Sydney Sibilia, regista del film Smetto quando voglio, gli chiede di firmarne la colonna sonora, che diventa il pezzo simbolo dell`album e riceve la nomination come miglior canzone originale ai David di Donatello 2014.

L’ ultimo singolo lanciato è Io lo so, che racconta i timori quotidiani di una donna non a suo agio nel mondo in cui vive.

La donna è una figura, come si può notare, molto presente nei testi di Scarda, così come l’amore, “come sentimento universale, e non “particolare”, il fil-rouge de I piedi sul cruscotto, quell’ amore che deve dare senza condizioni, istintivamente…. per costruire“.

 
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