Registro unioni civili: Roma per la civiltà e il rispetto

Roma Capitale ha approvato il registro delle unioni civili. L’Assemblea Capitolina con 32 voti favorevoli, 10 contrari e un astenuto dà il via al provvedimento. Per il sindaco Ignazio Marino “è un risultato atteso da tempo, Roma è sempre più in prima linea sul fronte dei diritti degli individui”

di Alessandra Bernardo 

registro unioni civiliAnche Roma, dopo nutrite proteste e inevitabili polemiche dà l’avvio al registro delle unioni civili, aperto anche alle coppie omosessuali. Il provvedimento, approvato dall’Assemblea Capitolina con delibera n. 96/2013, ha ottenuto 32 voti favorevoli, 10 contrari e un astenuto. Hanno votato a favore le coalizioni di centro-sinistra firmatarie del provvedimento stesso, contrario invece il centro-destra, mentre la lista Marchini si è astenuta.

Il Registro (qui il modulo), così come approvato, concede la possibilità di iscrivere nell’elenco, secondo la distinzione operata dalla legge, persone legate da vincoli non “legali”, ma esclusivamente da vincoli affettivi, economici e di reciproca solidarietà. Dunque, sia coppie eterosessuali che omosessuali potranno avere tutti i benefici previsti per le coppie di fatto, cioè le unioni non riconosciute giuridicamente.

L’elenco, presente all’interno dell’Anagrafe Comunale, sarà unico per tutti i Municipi di Roma Capitale. Potranno chiederne l’iscrizione tutte le coppie interessate purché uno dei due risulti residente nel Comune di Roma. È inoltre necessario che non facciano parte di altra unione civile e che non siano coniugati con soggetti terzi.

Il Sindaco Ignazio Marino, che fortemente si è battuto per vedere riconosciuti i diritti degli omosessuali, all’esito del voto ha commentato: “Finalmente anche Roma si dota di un registro delle unioni civili, è un risultato atteso da tempo, che pone Roma sempre più in prima linea sul fronte dei diritti degli individui e del riconoscimento dei legami affettivi stabili. La Capitale dà il segnale che, in questa città, l’amore è uguale per tutti”.

La delibera riconosce “ai soggetti inseriti nel registro delle unioni civili di poter beneficiare delle agevolazioni offerte dal Comune, saranno soggetti alle medesime disposizioni previste dagli atti e dalle disposizioni di Roma Capitale, degli assessorati e degli uffici competenti per i soggetti coniugati”. All’interno del provvedimento è stato inoltre inserito un emendamento che permette di includere nel registro i matrimoni di persone dello stesso sesso contratti all’estero.

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Il Sindaco di Roma Ignazio Marino

Nel corso degli anni ci sono state diverse proposte di legge per un riconoscimento giuridico delle unioni di fatto. La prima risale al 1983 quando in Parlamento si avviò la discussione relativa alle unioni civili, nel 1986 venne poi proposta una legge per il riconoscimento della convivenza tra persone. Fu solo grazie all’intervento del Parlamento Europeo, che spinse per la parificazione delle coppie omosessuali ed eterosessuali, che in Italia inizia un lungo cammino per l’ottenimento dei diritti di coppie gay. Roma con questo passo di civiltà è la 160a città d’Italia a dotarsi del registro.

Ebbene, solo un intervento del legislatore potrà però attribuire una vera tutela giuridica alle coppie di fatto. Il passo necessario per statuire la vera parità tra eterosessuali ed omosessuali è dunque l’approvazione di una legge nazionale. Fortemente contraria ad un intervento legislativo è la Chiesa. Il Vaticano considera il matrimonio eterosessuale come l’unica forma di matrimonio accettabile. Il cardinale Bagnasco precisa: “Il registro delle unioni civili indebolisce l’istituto familiare.

Molti sono stati i Paesi in cui si è affrontato il dibattito sulle unioni civili e sulla parità. Belgio, Spagna, Paesi Bassi e Francia hanno regolarizzato le unioni legali fino a riconoscere la possibilità per le coppie omosessuali di contrarre matrimonio. Più liberale di altri la Germania, che riconosce alle unioni civili diritti simili a quelli del matrimonio.

L’istituzione del registro delle unioni civili a Roma segna dunque un primo passo verso la civiltà per tutti.

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