“Immagini distorte” al Teatro Petrolini di Roma

Una commedia felice su giovani tristi. “Immagini distorte” di Luca Celico è in scena al Teatro Petrolini di Roma

di Gloria Frezza

immagini distorte_01Siamo andati ormai così oltre nell’approfondire il concetto di ironia, in questo secolo di contraddizioni ed investimenti a perdere, da permettere con facilità alla Parodia di fare parodia su se stessa. “Prendersi sul serio” è un concetto così retrogrado e stantio, da suscitare più di uno sguardo di sufficienza, ed è questo forse uno dei più giusti motivi per cui gli anni Duemila saranno ricordati.

Sulla scia di questa riflessione si muove la trama di “Immagini Distorte”, in scena fino a domani 8 febbraio al Teatro Petrolini di Roma. Spettacolo nato dal progetto di Luca Celico con la giovanissima compagnia teatrale “Nonsoloarte”, il cui connubio aveva già realizzato “Immagine Astratta” nel 2014, pièce che ha ottenuto il patrocinio della Provincia di Latina.

Luca Celico è un giovane scrittore e regista, ha introdotto alla nobile arte del teatro le dieci pulitissime facce dei suoi collaboratori, che si rivolgono all’esperienza recitativa con innocenza e grande coinvolgimento, che traspare sin dai primi momenti dello spettacolo. Ci regala inoltre, la genuina sorpresa di assistere a chi si è perfettamente integrato con il suo ruolo in scena.

Cos’è dunque “Immagini distorte”? È una commedia di giovani che prendono in giro quella misteriosa e stra-citata categoria di umanità che prende il nome (secondo gli esperti) di “Giovani d’oggi”. Categoria che include tendenze, pregiudizi, ovvietà e moltissima autoironia. Nello spettacolo c’è proprio tutto: l’eterna indecisione, la noia come nemico mortale, la moda ed il suo potere trascinante, la facilità con cui si aderisce ad un genere, la superficialità imputata dagli adulti ed il senso di dispersione onnipresente.

immagini distorte_02Gabriele, un ragazzo con un passato di schizofrenia, torna (come quasi redivivo) al suo mondo di “normalità” dopo due anni in clinica: ritroverà due vecchi amici nel bel mezzo di una crisi matrimoniale, una zia più che apprensiva (ed insensatamente appassionata allo yoga), un indimenticato amore e uno stralcio di se stesso, perduto chissà dove nel cicaleccio affannato della quotidianità da recuperare.

I due atti scorrono felicemente e, indipendentemente dall’età dello spettatore, si può godere una ben riuscita e canzonatoria versione dello svilimento ormai automatico dello stereotipo del “giovane”. Due degli attori entrano così profondamente nel ruolo, da diventare la vivente incarnazione del modello rappresentato: una doverosa citazione va dunque fatta ad Alessandro Bevilacqua (nel tragicomico burino di borgata Danilo, detto “Ilo”) e a Matteo Magazzù (nell’inquietante ed esilarante pensatore Christian).

Ancora due giorni per godersi questa “excusatio non petita, accusatio manifesta”, genuina ed assurdamente credibile, al Teatro Petrolini. Se non altro per inventare ed investire sulla morale che ognuno riuscirà a sbirciare.

Immagini distorte
Teatro Petrolini
Via Rubattino, 5 – Roma
teatropetrolini.com

(fonte immagini: “Immagini distorte” on Facebook)

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