“Libri Come”, la festa dei Libri di Roma

La scorsa settimana l’Auditorium – Parco della Musica di Roma ha ospitato la sesta edizione di “Libri Come”, la festa dei libri e della lettura. Tra gli ospiti d’eccezione molti scrittori famosi e personaggi di rilievo a discutere sul tema della “scuola”

di Gloria Frezza

(fonte immagine: facebook.com)

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Fortunata e molto frequentata, si è appena conclusa a Roma la sesta edizione di “Libri Come” , festa del libro e della lettura, una quattro giorni (dal 12 al 15 marzo) costellata dalle più varie attività all’Auditorium Parco della Musica di Roma. Marino Sinibaldi, “padre spirituale” della manifestazione, ha dedicato l’edizione 2015 alla Scuola e si dice stupito, durante l’inaugurazione, di quanto questa scelta si sia rivelata azzeccata un anno fa. Libri Come si fa portavoce del cambiamento e dei singoli metodi interpretativi degli intellettuali odierni, ci ricorda Umberto Eco, così prosegue anche la Ministra dell’Istruzione Stefania Giannini, che si dice alla ricerca di una vantaggiosa collaborazione.

Il denso programma (più di cento eventi) ha offerto molteplici spunti di riflessione, che hanno preso voce in conferenze con nomi illustri, e corpo in mostre e laboratori dell’officina Garage. Quest’ultima, eletta a furor di popolo come successo dell’edizione precedente, ha fornito ai partecipanti la realizzazione fisica delle idee brulicanti negli incontri proposti: presentazioni di nuove collane, riviste e libri appena usciti, reading di argomento selezionato ed un folto gruppo di scrittori ed insegnanti al servizio dei più giovani per delucidazioni sui capolavori della letteratura.

Minimum Fax si è così occupata di riportare in auge i Dubliners di Joyce, Biancamaria Frabotta e Dacia Maraini di discutere le velleità della Morante, Paolo di Paolo e Vittorio Sermonti hanno invece presentato delle allettanti prossime novità letterarie, dialogando con gli autori. Ad accompagnare gli ospiti tra i corridoi una mostra delle strisce di Zerocalcare, fumettista di punta sul sempreverde tema del conflitto generazionale, nonché i volti ormai familiari dei grandi scrittori, ritratti dalla sapiente fotografia di Riccardo Musacchio per AUTORItratti.

(fonte immagine: facebook.com)

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A parte l’attesa delusa dopo l’annullamento dell’incontro domenicale con Luis Sepúlveda, a causa di un’inclemente influenza, la festa dei libri non ha incontrato ulteriori imprevisti ed ha registrato numeri record. Ogni incontro, a metà tra un lezione ed una riflessione a voce alta, ha scelto una “materia scolastica” e ne ha fatto un’analisi particolare: la poesia in compagnia di Walter Siti, la filosofia con Eco, Cotroneo e Fedriga, la storia dell’arte con Melania Mazzucco. D’eccezione il contributo di Marco Santagata su Dante, che ricorda alla scuola il dovere di riconvertire la figura dantesca da simbolo “pop” italiano a lettura da introiettare: Dante non è riassumibile, trasforma lo studente nella sua interezza.

Con Zerocalcare e Gipi si è parlato di disegno e di generazioni, il fumetto è diventato popolare, ma in quale senso? Il più anziano ha lodato al giovane fumettista in ascesa la capacità sopraffina di comunicare con il suo pubblico 2.0, ha riconosciuto essere questo un momento propizio per l’arte a vignette: il fumetto interagisce con la scuola, non si legge più in segreto sotto il banco. Con Andrea Camilleri, Dino Zoff, Dacia Maraini e Tullio De Mauro si è discusso dei Maestri, quelli formali incontrati tra le mura scolastiche e quelli di vita, pescati tra colleghi, amici e familiari. De Mauro affettuosamente ringrazia il suo maestro Ficicchia, che al titolo “La flotta italiana” rispose “fa acqua!” in tempi fin troppo sospetti. La Maraini ringrazia suo padre, che in Giappone le insegnava l’alfabeto cantando, nonché i compagni di una vita: i libri.

(fonte immagine: facebook.com)

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Daniel Pennac, Zadie Smith e Jhumpa Lahiri hanno salutato con affetto un’Italia di adozione, a cui devono molto e con piacere. Ricordando a chi ha il privilegio di chiamarla patria, una nazione all’avanguardia nel campo del sapere, che ha ispirato e costruito i sogni anche di chi scrive in un’altra lingua. Il messaggio di questa grande festa è proprio rispolverare l’orgoglio del nostro sapere, ma non dimenticare la necessità di adattare il metodo per amministrarlo. Con questo ambizioso messaggio inizia l’evento finale: un confronto di professori, maestri ed educatori intitolato “Tutti a scuola”. Sinibaldi punta ad una condivisione di idee che non sia solo sfoggio di erudizione, ma fabbrica di modernità. Libri Come ha chiuso infine con un’apertura: quella alla novità e alla diffusione positiva, che ognuno ha il dovere di fare, di ciò che “apprendere” vuol dire davvero: quindi null’altro che evoluzione.

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