Il nuovo vento della Turchia

L’ultima tornata elettorale in Turchia potrebbe spostare alcune pedine dando inizio a nuove partite strategiche, nel Paese che tutti vorrebbero amico

di Martina Martelloni

AKP

fonte immagine: Arabpress.eu

Nel 2013 il Governo Erdogan ha firmato un accordo di pace con il temuto PKK (Partito dei lavoratori del Kurdistan), con fine ultimo il cessate il fuoco. Nello stesso anno in Turchia è nato un nuovo partito politico, l’HDP (Partito Democratico dei Popoli), il cui obiettivo è quello di avvicinare le forze filo-curde a quelle della sinistra turca – in particolare nella parte occidentale della Turchia, in particolar modo in città come Istanbul.

Il 7 giugno 2015 l’ HDP (Il Partito democratico dei Popoli), con il mediaticamente apprezzato leader Selahattin Demirtas, ha sconvolto la scena politica ottenendo il 13,1% dei voti e 82 seggi. La cospicua minoranza curda insediata nei territori centro-orientali, proprio dove la terra salta i confini e diventa di proprietà dell’Iran ed Iraq, sin dal 1923 ha conosciuto sulla propria pelle discriminazione, repressione e violazione diritti umani.

Il Partito della giustizia dello sviluppo (Akp), formazione al potere da 13 anni essenzialmente padroneggiata dal Presidente Recep Tayyip Erdoğan, ancora una volta è uscito vincitore da questa tornata elettorale – benché abbia ottenuto “solo” il 40,8%, equivalente a 258 dei 550 seggi in palio. Innegabile, dunque, la caduta di popolarità dell’AKP rispetto alle legislative 2011, nelle quali aveva sfiorato quota 50%.

L’impossibilità di salire al castello del potere politico con totale autonomia decisionale, costringe l’AKP a scendere a compromessi per la costruzione di impalcature salde in vista dell’evoluzione e grandi passi avanti eseguiti dalla Vecchia Porta d’Oriente.

I due principali avversari dell’AKP, il Partito repubblicano del popolo CHP (socialdemocratico) e il Partito di azione nazionalista MHP (destra) hanno ottenuto rispettivamente il 25% e il 16,3%, con 132 e 80 seggi. Eppure non si può non parlare della grande sorpresa elettorale rappresentata proprio dal partito curdo HDP, Partito democratico del popolo, che che ottenuto il 13,1% dei voti e 82 seggi.

Ad oggi il governo uscente e rientrante, non può contare sul sostegno e appoggio dei tre partiti gia dichiaratisi contrari ad alleanze con l’AKP.

Molto probabilmente, il nuovo governo cerchera il prima possibile il suo alleato di fiducia – principalmente “nemici-sfidanti”, i due partiti maggiori sanno bene che per sopravvivere vivacemente è necessaria la presenza e una qualche forma di compromesso con l’altro.

Cosa intende realizzare l’HDP? L’obiettivo di queste manovre è formare una corrente “riformista” analoga a quella che nell’agosto del 2001 ha portato alla nascita dell’Akp e di approfittare della “sconfitta” del partito di governo per lanciare l’assalto alla sua leadership.

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