L’ipoteca di Rosberg sul mondiale di Formula 1

È una vittoria “duplice” quella centrata da Nico Rosberg a Suzuka. Grazie al successo in Giappone il pilota tedesco aumenta a 33 punti il vantaggio in classifica su Lewis Hamilton e la Mercedes ha potuto festeggiare con 4 gare d’anticipo l’alloro iridato nei costruttori

di Andrea Pulcini
su Twitter @Purcins

Nico Rosberg (fonte immagine: wsau.com)

Nico Rosberg (fonte immagine: wsau.com)

Vincere per mettere una seria ipoteca sul titolo mondiale. Vincere per regalare con quattro gare d’anticipo il titolo mondiale costruttori alla Mercedes. Questa l’impresa riuscita a Nico Rosberg nel Gran Premio del Giappone. Dopo il terzo posto ottenuto in Malesia, congiunto al ritiro di Lewis Hamilton, al pilota tedesco a Suzuka bastavano una vittoria ed una serie di piazzamenti per potersi laureare campione del mondo. Il primo obiettivo, complice anche un errore del suo compagno di scuderia Lewis Hamilton alla partenza era stato centrato.

Rosberg ieri non mai ha messo in discussione il suo successo, ha sempre controllato gara ed avversari e durante le qualifiche ha ottenuto con merito la pole position. Ad impedirgli il Grand Slam (vittoria, pole position e giro veloce) Sebastian Vettel, che ha ottenuto il giro più veloce in gara. La vittoria di Rosberg e il terzo posto finale di Hamilton, con Max Verstappen nuovamente sul podio (2°) è valso però il titolo costruttori, che arriva in unastagione nella quale la Mercedes è mancata dal gradino più alto del podio in sole due occasioni, a Barcellona, dove i due piloti del team si sono scontrati ed in Malesia, dove solo un guaio al motore di Hamilton ha impedito alla casa di Stoccarda di conquistare il successo.

È maturato molto Nico Rosberg nel 2016. Ha dimostrato di non essere inferiore al compagno di squadra e nonostante fosse scivolato a -19 dopo il Gp di Germania ad Hockenheim, al rientro dalla sosta ha mantenuto un gran ritmo vincendo 4 delle ultime 5 gare e ha dato un colpo di coda a questo mondiale portando a suo vantaggio la rivalità con il compagno di squadra che ora si trova a 33 punti di distanza. Un Lewis Hamilton che, dopo la partenza è sembrato scarico, non quel lottatore indomito che siamo abituati a vedere. Il britannico ha chiuso in terza posizione dietro all’ ottimo Verstappen, ingaggiato da Vettel nella prima parte di gara e poi bravo a difendere la sua seconda posizione contro il due volte campione del mondo.

Sebastian Vettel (fonte immagine: followyoursport.com)

Sebastian Vettel (fonte immagine: followyoursport.com)

Passando alla Ferrari, dopo un’ottima sessione di qualifiche, chiusa a pochi decimi dalle Mercedes, la gara delle Rosse è stata rovinata prima dalle squalifiche/penalizzazioni occorse a Vettel per l’incidente in Malesia con Rosberg e a Kimi Räikkönen per la sostituzione del cambio. Dopo una grande partenza la gara dei ferraristi è stata “rovinata” dal muretto box, ma mentre nel caso del tedesco, tentare la strategia con le soft era l’unico azzardo praticabile, imperdonabile è stato richiamare il finlandese per metterlo in pista nel traffico mettendo i piloti nella condizione di chiudere con un 4° ed un 5° posto frutto del fatto che ad oggi a Maranello a venir meno è stata la macchina non certo i piloti. Esultano ma non troppo in casa Red Bull dove, oltre al secondo posto di Verstappen, Daniel Ricciardo, vincitore una settimana fa, ha chiuso sesto a 33 secondi da Rosberg.

Quattro gare al termine di questo mondiale, 100 punti da assegnare, a partire da Austin, che sarà corso il prossimo 23 ottobre. Nico Rosberg saldamente in testa a questo mondiale. Un campionato del mondo, quello che sta per concludersi che ha consegnato al mondo della Formula1 un pilota nuovo, diverso. Dopo aver passato due anni da secondo, con i galloni di “nuovo Barrichello” che gli si stavano appiccicando addosso. In questa stagione Nico ha tirato fuori un lato del suo carattere che, vedendolo, sempre pacioso e buono sembrava non possedere: la cattiveria. Perché è un pilota “cattivoRosberg, almeno in pista. Determinato. Corre con gli occhi della tigre. Fiuta la grande occasione e non vuole lasciarsela sfuggire. Questo gli ha permesso quel recupero prodigioso sul compagno di squadra. Questo forse, negli anni passati gli è sempre mancato. Perché il confronto con Hamilton, prima che in pista, il pilota tedesco l’ha sempre perso fuori, nelle schermaglie verbali, divenendo vittima dei mind games del pilota britannico. Ma in questo 2016 Nico sembra aver trovato la concentrazione e la motivazione giusta per poter finalmente coronare il suo sogno iridato.

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