Quante volte si può innamorare una donna? In alcuni casi anche “Diciotto volte virgola tre”

La graphic novel di Stefano Simeone regala, in un costante equilibrio tra fragilità e ironia, un personaggio femminile capace di colpire senza pietà il lettore

di Alessia Carlozzo
su Twitter @acarlozzo

fonte immagine: flashgiovani.it

(fonte immagine: flashgiovani.it)

Non è una semplice graphic novel, quanto più una vera e propria educazione sentimentale, quella che ci racconta con immagini e parole Stefano Simeone. Il suo ultimo libro, “Diciottovoltevirgolatre” (edito da Bao Publishing), colpisce dritto al cuore per una dolcezza rara attraverso la quale racconta la storia di Francesca.

Che poi quello che colpisce è la profonda empatia, pagina dopo pagina con una protagonista che incarna tutte noi donne differenti per carattere ma simili per emozioni e dolori. Così succede che in 314 pagine veniamo risucchiati nella vita di questa ragazza troppo alta fin da piccola che dalla nascita fino alla morte tiene il conto delle volte in cui si innamora. Ognuna di esse non è altri che il racconto delle fasi che affronta, dei dolori che certa di interiorizzare e delle sfide che decide di affrontare.

E non possiamo che sentirci così simili a lei, per quel cuore infranto da una figura paterna scomparsa e con la quale non ha mai fatto ammenda, per aver forse ricercato le particolarità che aveva amato di quel marinaio di tonni in scatola negli uomini che aveva incontrato. E di tutti, seppur diversi, li accomuna il medesimo tratto: non di loro ma di un dettaglio si è innamorata Francesca.

Rafforzando così la teoria per quale sono le inezie che ci colpiscono e ci tengono legati a qualcuno. E poi queste passano e con esse l’amore, l’infatuazione e la passione. E Francesca cresce e continua a tenere il conto e per ognuno cela un ricordo e un sorriso (non sempre chiaro).

Ed è un amore a 360° quello raccontato da Simeone, un amore fatto di tante sfaccettature ed emozioni. L’amore materno sempre presente, il primo piccolo grande amore delle medie di cui resta solo il ricordo di un ciuffo biondo. La prima volta nata con una persona entrata per puro caso nella sua vita ed uscita causa troppi danni (di lui). E poi c’è quel figlio capitato per sbaglio, tenuto per scelta che diventa un amore totalizzante e forse l’unico davvero duraturo. Perché i “compagni” come ci tiene a definire i fidanzati degli ultimi anni di vita, quelli del tramonto, passano uno dopo l’altro, ma quel piccolo uomo resta al suo fianco.

Stefano Simeone (fonte immagine: skeletonmonster.com)

Stefano Simeone (fonte immagine: skeletonmonster.com)

Piccolo di statura, non alto come la mamma. Una caratterista ripresa da quel padre ignoto, ma che in realtà nella vita di Francesca è sempre stato presente. E’ lui quello 0.3. Lui quello che non è riuscita a farla innamorare fino ad arrivare a 1. “Però è bastato, non credi?” rivela un’anziana Francesca al figlio.

È bastato forse, così come è bastato realizzare quel sogno di gioventù. Quella Parigi che ci accompagna nelle ultime tavole e ci ricorda il senso di un sogno custodito per troppi anni. E quel viaggio al Louvre a vedere La Gioconda, ormai “sputtanatissima” ma capace però di diventare l’ennesima volta in cui innamorarsi e provare qualcosa.

E poi c’è quella chiosa finale, un cerchio che si chiude per una donna ma che si apre per una nuova Francesca. Come a ricordarci che qualcosa di noi resta sempre, così come resta sempre l’amore che abbiamo dato.

Diciottovoltevirgolatre” non è quindi la semplice storia di una donna e delle volte che si è innamorata. È il racconto di un percorso e di una crescita. Ma è soprattutto un racconto sul sapersi amare, perché ci piace immaginare che quel 18,3 sia tutto dedicato a se stessa. A quella Francesca, che esattamente come ogni donna, è pronta per iniziare un nuovo percorso.

Stefano Simeone colpisce così il lettore con una storia delicata e niente affatto scontata, sia per trama che per tratto. Uno stile estremamente personale capace di comunicare anche in assenza di dialoghi emozioni intense che attraversano di anno in anno le vite dei protagonisti.

La dimostrazione di come, a volte, gli uomini siano migliori delle stesse donne nel raccontare i nostri universi emotivi, lasciandoci un pizzico di sorpresa nello scoprire, come in questo caso, quanto siano forse migliori osservatori di noi quando si tratta di camminare su un sentiero fragile quale quello delle emozioni.

Diciottovoltevirgolatre (il tonno, la tigre, il tempo)
Testi e disegni: Stefano Simeone
Bao Pubishing
Prezzo € 22

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