Virtus Roma, prima analisi stagionale in attesa di Siena

Il secondo anno della Virtus Roma in Serie A2 vede al momento la squadra di Corbani con sei vittorie e sei ko, in attesa di sfidare domani sera al Palazzetto l’acerrima nemica Siena. Ripercorriamo insieme questa prima parte di stagione, dai primi successi alle difficoltà contro diverse compagini

di Edoardo Caianiello

virtus-roma-1024x862Si sa, le pause e le feste portano con se momenti di riflessione, di bilanci e di propositi: verso se stessi, verso gli altri. In casa Virtus Roma il punto di partenza è una perfetta parità di sei vittorie ed altrettante sconfitte, seppur con due partite in meno, dovute all’Europeo under 18 che ha visto gli “azzurrini” di Tommaso Baldasso (tesserato Virtus Roma, ndr) ottenere il terzo posto in classifica e dunque la medaglia di bronzo.

Un ulteriore passo indietro è necessario. Un ultimo turno playout ed un’annata precedente (la prima in Serie A2, dovuta ad un’autoretrocessione) totalmente da dimenticare ed un’estate altrettanto complicata da cancellare.

I cambiamenti non sono mancati, tanti volti nuovi con il ritorno di contratti pluriennali a testimonianza di una nuova base progettuale con a capo Fabio Corbani, nel ruolo di coach e l’ufficializzazione di Simone Giofrè nella posizione di general manager. Ed è il gioco dello stesso Corbani il primo punto da cui partire: fresco, veloce, moderno, di certo un’idea fatta come tutte le cose di punti forti e punti deboli.

Alti ritmi e decisioni veloci ma perfettamente inquadrate all’interno di schemi definiti con giocatori scelti e voluti. Una partenza sprint fatta di tre vittorie consecutive prima di una forte battuta d’arresto iniziata in terra nordica, con le sconfitte di Biella e Tortona, a cui si aggiunge la caduta casalinga contro Latina. Ed è proprio la partita con i pontini che riapre cassetti con dentro spettri della stagione nefasta, con una squadra che arriva alle battute finali per poi vedersi scippare i due punti sotto il naso e con limiti strutturali che avrebbero potuto (o potrebbero, il tempo o la sua consecutio saranno giudici) essere forse il grande ostacolo tra l’essere un’idea forte od un classico work in progress.

La vittoria con Agropoli rimette, come si suol dire, un po’ le cose a posto e la sconfitta (ancora al fotofinish) sul campo della sorprendente Legnano, non può lasciar gioire ma di certo non preoccupa. La sconfitta nel derby lascia spazio a grande delusione tra i tifosi ed è la vittoria contro Treviglio a tamponare le due sconfitte consecutive. Seguono poi la bella vittoria con Trapani ed ancora la giornata storta sul campo di Rieti.

Fatturato al 50% in attesa della partita di domani contro Siena ed è proprio da qui che riparte la corsa dei capitolini che di certo sarebbe stata trionfale in caso di vittoria contro Latina ed Eurobasket, ottima in caso di successo contro una delle sole due delle poc’anzi citate (sicuri del fatto che per i tifosi, quella con i rivali cittadini, sarebbe stata dovuta) e che ora è un buon inizio.

Il nono posto in classifica è indicatore di una sensazione che spesso appartiene a quei ragazzi che a scuola si sentono dire “È bravo ma non si applica“. Non è propriamente così: la squadra si concentra sull’esecuzione del gioco disegnato dal proprio allenatore ma si porta con se le colpe di spegnere troppo spesso la luce in momenti delicati ed importanti, che possono pesare ancora di più al netto di un gioco fatto di molti rischi.

(fonte immagine: ufficio stampa Virtus Roma)

(fonte immagine: ufficio stampa Virtus Roma)

John Brown è la piacevole e costante sorpresa di questa squadra, di cui ora è un solido punto di forza grazie anche al suo umile modo di aver interpretato l’arrivo da rookie in un campionato europeo. Massimo Chessa l’arma offensiva che rispecchia la forma mentis dell’atteggiamento offensivo della squadra, che se messo in ritmo, può diventare un’ondata difficile da contenere per gli avversari ma che se trova degli ostacoli nei propri ingranaggi allora può andare incontro ad un difficile modo di risoluzione del problema.

Aristide Landi è probabilmente l’ago della bilancia della formazione: lungo atipico che se coinvolto emotivamente e tecnicamente è la risorsa in più e che decide il limite tra una vittoria ed una sconfitta. Si attende qualche risposta in più da Anthony Raffa su cui pesa lo status di “secondo straniero”, merce preziosa per un campionato come quello di A2. Non manca il carattere e la tigna che gli ha consentito di trascinare la squadra alla vittoria in finali importanti ma forse c’è un piccolo tassello che va ancora riempito per renderlo un definito protagonista.

Daniele Sandri è ufficialmente il ministro della difesa e potenzialmente il più completo tra i dodici a disposizione di Corbani, e proprio alla luce della sua potenziale completezza manca ancora una costante manifestazione offensiva per renderlo il giocatore da costante prima pagina di questa squadra.

Chi ha un ruolo importante è Giuliano Maresca: difensore di categoria superiore, ha faticato per inserirsi nei ritmi degli altri ma i suoi punti hanno fatto la differenza in partite di difficile risoluzione. Giudicare Vedovato sarebbe ingiusto visto il poco impiego ed al momento sembra essere una variabile tecnica per l’ex coach di Cantù.

Ultime note per Tommaso Baldasso e Gabriele Benetti. Il primo, a tratti, vento fresco quando il motore sale di giri ed investimento assolutamente soddisfacente mentre il secondo alla ricerca di una sua identità e dei punti che farebbero comodo alla causa romana. Non manca per l’ex Virtus Bologna presenza in difesa ed a rimbalzo ma una maggiore fiducia nei mezzi offensivi sarebbe necessaria.

Non ci sono stati movimenti di mercato e le motivazioni potrebbero essere diverse e sicuramente sconosciute se non dai diretti interessati: forse un play puro capace di cambiare il ritmo od un lungo d’area sono le idee che maggiormente stuzzicano il palato ma sembra evidente il voler continuare nel segno di un progetto cercato e voluto con questo gruppo.

Una strana sensazione che fa di questa squadra un potenziale crack per il campionato ma che alla luce di una tale potenzialità è allo stesso modo ancorata al rischio di rimanere all’interno (e si scusi il gioco di parole) di una normale normalità. Che potrebbe essere pericolosa e che alla luce di un girone ovest racchiuso in una forbice di sei/quattro punti può, in un paio di partite, portarti dalle stelle alle più temute stalle.

Incubi che Roma e la Virtus non si meritano più, che i tifosi affezionati non vogliono più vedere dopo tanti passi non di certo nella loro direzione. Vincere con Siena, per tanti e diversi motivi, sarebbe un buon inizio anche per essere a metà dell’opera: sognando la Coppa Italia, centrando i playoff e riaccendendo l’entusiasmo che in molti casi ha più valore del reale valore stesso delle cose.

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