Un amaro epilogo per i canili comunali di Roma

La società Agro Aversano vince il bando per la gestione dei canili comunali romani Muratella e Ponte Marconi. La concessione passa dunque da una Onlus a un soggetto privato

di Alessandra Bernardo
su Twitter @alebernardo79

iolibero-orgIl 20 dicembre 2016 il Dipartimento Ambiente di Roma, con Determina Dirigenziale, assegna definitivamente la gestione dei canili comunali della Capitale alla società privata “Rifugio Agro Aversano” di Caserta. Il 30 dicembre, in un incontro al Dipartimento dell’Ambiente, il nuovo assessore alle politiche ambientali di Roma Capitale Pinuccia Montanari, il direttore del Dipartimento Ambiente Pasquale Pelusi e il direttore dell’UTBA Rosalba Matassa ufficializzano  il passaggio di consegne.

La complicata vicenda legata ai canili della capitale, di cui ci siamo già occupati in passato, sembra aver raggiunto il suo epilogo. La Srl campana vince il bando di gara, posto in essere dalla giunta commissariale Tronca, con un’offerta al ribasso del 5% rispetto all’importo posto in gara e si aggiudica la gestione, per un anno, delle strutture di Muratella e Ponte Marconi con un’offerta di 1.478.363,10 euro.

Ebbene, il nuovo gestore dovrà occuparsi di 600 cani e circa 80 gatti ospiti della struttura di Muratella e di quelli presenti a Ponte Marconi, un’impresa che appare ardua e difficile considerando la cifra al ribasso ottenuta e la natura giuridica della società che ha, come fine sociale, il profitto.

Dopo oltre 20 anni di conduzione da parte di una Onlus, i canili comunali vengono formalmente privatizzati, passando nelle mani di un soggetto privato, rappresentando un grande passo indietro nel cammino per la tutela e il benessere animale.

Intanto nei mesi di transizione, che vanno da maggio a dicembre, il servizio pubblico di gestione delle strutture è stato garantito, a titolo gratuito, dagli ex lavoratori Avcpp e dai volontari, periodo in cui si sono occupati, a vario titolo, dei cani e gatti, portando avanti un’autogestione con la campagna di crowdfunding #IoMeNeOccupo.

Dal recente incontro del 4 gennaio al Dipartimento Ambiente alla presenza di Vito Luigi Pellegrino del Rifugio Agro Aversano, degli ex lavoratori e i volontari dell’Avcpp oltre all’assessore all’Ambiente Pinuccia Montanari e a Rosalba Matassa, il nuovo gestore ha dichiarato che probabilmente assumerà una ventina di ex lavoratori Avcpp (a fronte dei 93 in organico) “valutandoli ad intuito”.

Ad oggi, 9 gennaio, i cani e gatti di Muratella e Ponte Marconi continuano ad essere accuditi dagli ex lavoratori e volontari AVCPP.

Ghigliottina ha raggiunto, attraverso Facebook, Vito Luigi Pellegrino, che ha risposto a una nostra domanda.

In qualità di nuovo gestore dei canili comunali di Roma quando prevede di prendere possesso del canile dando vita a tutte le attività di gestione e quali considera le priorità da affrontare? Siamo in attesa della convocazione da parte del comune per la sottoscrizione del contratto. Dovrebbe avvenire a giorni, noi siamo già pronti.

Abbiamo voluto sentire anche coloro che, fin oggi, si sono occupati del benessere animale all’interno della struttura della Muratella: Simone Pacido, ex lavoratore, e i volontari della AVCPP.

Roma 25 novembre 2009 canile municipale di via della magliana occupato dai dipendenti - canile municipale occupato - fotografo: benvegnu'-guaitoli-lannutti

Roma 25 novembre 2009 canile municipale di via della magliana occupato dai dipendenti – canile municipale occupato – fotografo: benvegnu’-guaitoli-lannutti

In qualità di ex lavoratori e volontari dell’Associazione AVCPP, che presta la sua attività a Muratella da oltre 15 anni, qual è la vostra attuale posizione alla luce dell’assegnazione del bando alla società Agro Aversano e come intendete muovervi nel prossimo futuro?

Simone Placido
La posizione della maggior parte di noi lavoratori, una cinquantina su settanta che, fin ora, hanno operato a Muratella, sono contrari all’assegnazione di questo bando, un bando che non tutela il benessere animale e neppure le posizioni occupazionali. A oggi, 6 gennaio, ancora non c’è stato l’effettivo passaggio di consegne e Agro Aversano non è ancora entrato in canile, ma proprio nella mattinata si sono presentati con un camion per scaricare del cibo, non sappiamo chi li abbia autorizzati e non sappiamo chi stia facendo da tramite in queste operazioni. Inoltre uno dei problemi che resta irrisolto è quello occupazionale, c’è un’incertezza di riassorbimento di circa 20/30 lavoratori su 100 e l’intervento di Agro Aversano per scaricare del cibo, con la collaborazione, pare, di alcuni lavoratori è assolutamente inopportuno. Questo significa organizzare del lavoro con un passaggio di consegne ancora non fatto e collaborare con lavoratori che non hanno un nuovo contratto e soprattutto ci chiediamo chi stabilisce il diritto di prelazione di alcuni lavoratori su altri, non esistono criteri di assunzione chiari. Il ritiro del bando è, per noi, l’unica soluzione possibile con la scrittura di uno nuovo che riesca a coprire più servizi, più operatori per ristabilire legittimità e dignità.

Volontari AVCPP
L’assegnazione del bando a un nuovo gestore sta a significare, in questo particolare momento, la fine di un lungo periodo di incertezze cui vanno ad aggiungersi grossissime difficoltà per gli animali e per gli ex lavoratori che, nonostante il licenziamento hanno continuato in molti il loro lavoro, consapevoli dell’importanza del loro ruolo e della loro professionalità da non confondere con il volontariato puro. Un nuovo soggetto che dovrà prendersi cura di 600 cani e di 80 gatti circa. Un’impresa non facile che richiede esperienza, capacità, amore per gli animali e un adeguato numero di risorse umane. Un principio sacrosanto è stato da più di venti anni anteposto a ogni cosa: non legare la vita e la salute degli animali al profitto. Con i recenti fatti questo principio viene meno. E questo per un volontario è difficile da accettare. Durante questi ultimi mesi sono state fatte lotte, manifestazioni, chiesti tavoli di consultazione, sensibilizzati i cittadini e tanto altro, ma a nulla è valso. Credo di poter parlare a nome di tutti gli altri volontari che come me hanno da sempre combattuto per gli animali: con la privatizzazione del servizio si fa un grande passo indietro e si torna ad un modello che del benessere degli animali aveva assai poca cura. Riguardo a quello che sarà il nostro futuro ci auguriamo fortemente di poter continuare ad essere accreditati presso le strutture comunali e proseguire nella nostra attività. Da parte nostra i presupposti organizzativi, la formazione e l’esperienza ci sono tutti e ben consolidati. Nulla quindi da temere: il volontariato continuerà perché questa è la nostra missione. E se cosi non dovesse essere, ma non vedo motivazioni che possano supportare tale eventualità, ci adopereremo affinché vengano rispettate tutte le leggi sul volontariato e garantito il benessere degli animali.

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Una risposta a “Un amaro epilogo per i canili comunali di Roma

  1. Affidare la custodia di animali in difficoltà con bandi di gara al massimo ribasso, significa essere privi di cultura e di sensibilità.
    Il metodo è discutibile anche per l’assegnazione di una partita di bulloni, figuratevi per vite organiche come quella dell’animale uomo.
    Da una Giunta grillina ci aspettavamo metodi da animalisti convinti, come sbandierano molti dei loro amministratori.
    Alla prova dei fatti il M5S si rivela un partito privo di valori reali, dotato solo di una grande capacità di imbonire elettori poco consapevoli.

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