“Gli amori di Frida Kahlo” di Valeria Arnaldi

Gli amori saffici di Frida farebbero impallidire perfino Diego Rivera

di Margherita Ingoglia
su Twitter @MargheritaIngog

foto: ©Margherita Ingoglia

foto: © Margherita Ingoglia | Ghigliottina

Dietro un grande uomo c’è sempre una grande donna” è il detto popolare più sbagliato che esista: al massimo, sta accanto.  Nel caso di Diego Rivera invece, capita che la massima in questione si ribalti e diventi: “Dietro un grande uomo… c’è solo l’ombra del proprio ego“. E non me ne vogliano gli uomini per questa affermazione. Tuttavia, bisogna ammetterlo: nel caso di Diego, il suo ego riempiva le sue tasche e i suoi calzoni.  E  anche la panza.

Vi state chiedendo chi sia Diego Rivera? Allora, ecco vi siete risposti da soli. Nel libro di Valeria ArnaldiGli amori di Frida Kahlo” (B!zzarro edizioni; pag. 203) ne viene fuori un Diego Rivera veramente malmesso: geloso, infedele, poco mascolino, privo di carattere, ma che, a modo suo, amava quella donna; mentre Frida dalla forte tempra, ricalca il modello di donna emancipata che non sottostà allo stereotipo misogino secondo cui la donna deve essere una costola di Adamo, o  un mero oggetto del desiderio maschile.

Ho voluto cominciare a parlare di Diego, compagno e marito (per ben due volte!) di Frida Kahlo, l’ormai nota e inflazionata artista messicana, le cui opere sono famose e popolari, il cui abbigliamento, i copricapo, e i costumi Tehuana sono divenuti un cliché e fanno moda oggi, perché quando nel 1929 si sposarono (Diego era già al terzo matrimonio, e dopo Frida si sposerà ancora) per tutti, lei era  solo la compagna del grande Rivera, un surrogato; mentre ‘panzon’ come era solito chiamarlo Frida, era il Grande maestro, il compagno socialista.

Oggi il primato si è un tantino ribaltato.

Diego Rivera era un amatore, un traditore seriale e compulsivo, e la sua fama era nota ai più, tanto che i suoi stessi amici finivano per fare scommesse su quanto sarebbe durato il suo prossimo matrimonio.

Nella biografia di Valeria Arnaldo, molto curata e con deliziosi approfondimenti, arricchita peraltro da fotografie e lettere della vita dell’artista messicana, si racconta la vita della Kahlo soffermandosi sugli ‘amori, le passioni, i tradimenti e la sua bisessualità‘.

foto:©Margherita Ingoglia

foto: © Margherita Ingoglia | Ghigliottina

Era una donna disinvolta Frida, praticava il travestitismo, indossava abiti maschili e portava i capelli cortissimi. Viveva con impeto la propria sessualità, senza riluttanze o pentimenti, cosa assai rara per l’epoca: era un privilegio riservato alla “specie maschile”. Fridita nutriva però,  il gusto della provocazione.

Arte, amore e sesso sono tre punti fermi nella vita dell’artista di Coyoacan e si intessono tra loro senza alcuna distinzione delle parti. Era una donna desiderosa e bisognosa d’amore, di affetto e attenzioni, usava il corpo come un mezzo per conoscere se stessa e gli altri, sotto qualunque forma, “un calco su cui imprimeva le sue emozioni” per citare lo scultore Auguste Rodin.

Dopo il terribile incidente in autobus avvenuto il 17 settembre 1925 – che le provocarono la frattura della colonna vertebrale, del bacino, due costole e la frattura scomposta del piede, Frida fu costretta ad una vita di interventi, visite, controlli e dolori perenni. Il suo corpo era consumato dalle cicatrici, eppure benché fosse bistrattato e profanato, quel corpo era per lei:

<<lo strumento di conoscenza ed esplorazione del mondo. Il più sincero e fedele forse. È attraverso il corpo che Frida racconta di sé e pure delle proprie emozioni. È attraverso il corpo che conosce ed esplora l’unico orizzonte che realmente le interessi, quello interiore.>>

Quello stesso corpo fu riprodotto nelle sue tele, più e più volte, forse nell’attesa, di una sua accettazione piena. Quello stesso corpo che non le aveva mai permesso di essere musa del suo compagno Diego, che al corpo nudo di Frida, per le sue tele, preferì sempre quello di altre modelle. Perfino quello di sua sorella Cristina Kahlo.

<<Nella vita ho avuto due incidenti: il primo sul bus, il secondo quando sposai Diego. E dei due, questo fu sicuramente il peggiore>>. 

Fu devastante scoprire che sua sorella Cristina intratteneva rapporti con suo marito. Ancor peggio fu ripensare che era stata proprio lei ad avvicinarli, fidandosi della sorella e cercando addirittura, attraverso Cristina, di tenere lontano  Diego dalle altre donne.

<<Non ho mai sofferto così tanto e non pensavo di poter sopportare tanto dolore>>.

Era noto che il pittore Rivera finisse spesso la seduta di posa con le sue modelle consumando il rapporto in modo intimo. Lo aveva fatto con Frida mentre era sposato con la scrittrice Lupe Marìn. E prima di lei, con la modella e poetessa Nauhi Ollin, molto nota all’epoca per i suoi nudi (di lei ne parla Paolo Cacucci nel libro “Nahui Ollin”, edito Feltrinelli).

Frida sapeva che il rapporto con Diego sarebbe stato sempre tormentato per via delle numerosi amanti con cui si congiungeva per soddisfare l’esigenza del proprio ardore. Non si può certo dire che  Diego fosse un Adone tuttavia,  come riferì la stessa Lupe Marìn, quell’uomo ci sapeva fare. E Frida perdonò sempre le fugaci parentesi del marito, sebbene anche lei non fu da meno.

Ma dall’affaire Cristina la vita di Frida cambia radicalmente: si allontanò da Diego, allontanò la sorella (solo dopo molto tempo riuscì a perdonarla e a frequentarla nuovamente) e iniziò a dedicarsi con tutta se stessa al lavoro e alle sue tele. Tagliò i capelli, cominciò ad indossare abiti maschili e  a frequentare altre donne e altri uomini, cosa che infastidì moltissimo Diego, il quale arrivò perfino a minacciare con una pistola l’amante di Frida, lo scultore Isamu Noguchi.

foto:©Margherita Ingoglia

foto: © Margherita Ingoglia | Ghigliottina

Per Frida, la sessualità era un atto di ribellione e protesta, critica alle convenzioni moralistiche, religiose, borghesi della sua epoca, incarnate dalla buona società messicana e difese dalle stesse figure femminili della sua famiglia.

Tra le sue amanti vi sono state la russa Aleksandra Kollontaj, ambasciatrice di Mosca; la fotografa di origine italiana Tina Modotti; la ballerina, pittrice Rosa Rolando; la pittrice Georgia O’Keefe; la rivoluzionaria Teresa Proenza; la poetessa Pita Amor, l’attrice Maria Félix (che in un autoritratto della Kahlo è posta tra le sue sopracciglia) fino alla cantante Chavela Vergas.

Le sue numerose avventure saffiche, in qualche modo, rappresentavano l’affermazione della sua diversità e, nel contempo, erano il vessillo della sua libertà e autodeterminazione. Il suo intenso bisogno di amare ed essere amata che non si limitava solo agli uomini, rappresentavano una forma di ribellione, di sfida nei confronti dei ruoli sessuali codificati e dei comportamenti prestabiliti dalle convenzioni borghesi, misogine e patriarcali.

Valeria Arnaldi, con grande maestria, nel libro “Gli amori di Frida” ripercorre gli anni, gli amori, le passioni, i tradimenti della pittrice messicana Frida Kahlo. La narrazione è inoltre alternata alla testimonianza delle foto che ritraggono l’artista nei vari momenti della sua vita, in compagnia delle persone che hanno vissuto con lei: una testimonianza al contempo passionale e commovente.

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