L’umanità feroce negli scatti di Letizia Battaglia

Al MAXXI di Roma si celebra l’attività della fotografa che ha raccontato con lucidità e tenerezza la società palermitana

di Federica Salzano
su @Twitter @FedericaSalzano

01_shobha_ritrattodiletiziabattaglia_courtesyartistaCosa posso fare per cambiare le cose?”, “Come posso rendermi utile?”. Domande che hanno ispirato il lungo lavoro e la vita personale di Letizia Battaglia, fotografa palermitana di fama mondiale, prima europea a ricevere il prestigioso The W. Eugene Smith Award a New York, dedicato alla fotografia umanistica. Il Museo MAXXI la celebra a Roma con la personale Per pura passione, in mostra fino al 17 aprile 2017.

Tutto inizia da e con Palermo. La città in cui, a capo del servizio fotografico del quotidiano L’Ora, Letizia Battaglia documenta gli anni della seconda guerra di mafia, catturando alcune di quelle immagini che sarebbero rimaste iconiche. L’arresto del boss Leoluca Bagarella, il giudice Falcone al funerale del generale Dalla Chiesa, il capo della polizia Boris Giuliano presente sul luogo di numerosi delitti e drammaticamente assente dalla sua scrivania, dopo l’omicidio. E poi ci sono le pericolose contiguità con la politica. Suo è ad esempio lo scatto di Giulio Andreotti con il mafioso Nino Salvo, in seguito usato nel processo contro l’esponente democristiano. Su tutto, però, la testimonianza visiva di tante morti anonime, della violenza che le ha provocate e del dolore che ne è seguito.

E in una Palermo straziata da questo bagno di sangue, colpisce – tra un omicidio e l’altro – il fluire disinvolto della vita quotidiana. Così, esposte, si vedono le fotografie di balli e feste, cerimonie religiose, riunioni di partito o il funerale di un bambino morto per il freddo. Scatti che non fanno sconti e che denunciano, con occhio lucido, la brutalità di una decadenza causata dall’arroganza della criminalità e dalla connivenza della politica. Un lavoro che al MAXXI – con le grandi stampe sospese dall’alto nell’installazione Anthologia – prende la forma di un carosello visivo – eterogeneo, chiassoso, durissimo – che mescola folklore, riti, sangue, ricchezza e povertà.

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Non solo foto di mafia però. La retrospettiva vuole infatti fornire un ritratto completo di Letizia Battaglia, con i suoi interessi e le sue molteplici iniziative. In mostra ci sono i primi lavori realizzati a Milano e le pubblicazioni delle sue diverse iniziative editoriali. Si racconta dell’attività politica come assessore all’Ambiente, delle iniziative teatrali e del volontariato in un ospedale psichiatrico. E gli scatti di quest’esperienza – per la prima volta in mostra – sono particolarmente toccanti, a tratti sconcertanti. La fotografa palermitana immortala queste persone guardandole dritto negli occhi. Non edulcora la loro condizione ma ne presenta la realtà, con una sincerità senza fronzoli colma di umanità.

E così sono anche i suoi ritratti. In mostra si può osservare ad esempio il sorriso di Dacia Maraini, l’impeto di Franca Rame e poi Pier Paolo Pasolini, dal quale sembra trapelare un’essenza profonda, colta in un semplice movimento delle mani. Ci sono poi le figure femminili. Dalle bambine intense e delicate – immagini di speranza e ingenuità – alle giovani prostitute che cercano di sopravvivere a ogni costo. O ancora, le donne cui il dolore ha donato un’aura di sacralità.

Abbiamo straperduto ma ce l’abbiamo messa tutta”, dice Letizia Battaglia in un’intervista presentata in anteprima al MAXXI. Quello che però, di certo, lei non ha perso è la caparbia volontà d’impegnarsi per la collettività. Così sta facendo, ancora oggi a 82 anni, con il suo ultimo progetto: la realizzazione del Centro Internazionale di fotografia presso i Cantieri Culturali alla Zisa, a Palermo. Lo fa perché “non è importante perdere, ma è importante andare avanti e non smettere di combattere”. E probabilmente anche perché le è impossibile non cercare costantemente una risposta a quelle domande che nessuno dovrebbe mai smettere di porsi.

Letizia Battaglia. Per pura passione
MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo
Via Guido Reni, 4/A – Roma

Info e orari:
dal martedì al venerdì 11.00 – 19.00
sabato 11.00 – 22.00
domenica 11.00 – 19.00
Giorno di chiusura: tutti i lunedì, 25 Dicembre, 1 Maggio
La biglietteria chiude un’ora prima del museo
www.fondazionemaxxi.it

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