Un paseo por Madrid

Tra luci, colori e feste sfrenate la capitale spagnola conserva immutato un fascio senza eguali. Nei bar di tapas, tra le vie del centro o immersi nel verde di meravigliosi parchi, Madrid sa regalare emozioni uniche

di Mattia Bagnato
su Twitter @bagnato_mattia

“Madrid è avere un cappotto che copre molto
e con il quale si può camminare tranquillamente
fino ai cimiteri con la rugiada.
Madrid è non ammirare il gotico
Madrid è l’improvvisazione e la tentazione.
Madrid è essere felice senza soldi
e non sapere come si è potuto comprare
tutto quello che si ha in casa”

Ramon Gomez de la Serna*

Plaza Cibeles - sede dell'amministazione comunale e luogo storico dove i tifosi del Real Madrid si riuniscono per festeggiare le vittorie

Plaza Cibeles – sede dell’amministazione comunale e luogo storico dove i tifosi del Real Madrid si riuniscono per festeggiare le vittorie

A Madrid nessuno va a letto prima di aver ucciso la notte”, diceva Ernest Hemingway. La noche madrilena, piena di luci e colori, è incarnata dagli imponenti palazzi che risalgono la Gran Via. Su, fino a Plaza Cibeles e poi direttamente alla fontana del Dio Nettuno. Il via vai continuo, frenetico, sembra studiato apposta per ricordati che questa è una città che non dorme mai. “Piccole formiche operaie” percorrono, in lungo e in largo, le affascinanti vie del Barrio de los Austrias. Unico segno rimasto di un epoca medievale che, ormai, ha lasciato il passo alla modernità. Quella delle Cuatros torres, come viene chiamata in gergo la business area di Madrid, o del Puente Espiral sul fiume Manzanares. Ultimi ritrovati architettonici che campeggiano sulla città.

Passeggiare per Madrid è una delizia per gli occhi e per lo spirito. I tipici bar di Tapas e gli azulejos (piastrelle) dai mille colori danno a questa città un aurea magica. Quasi incantata. Sembrano fermare il tempo. Già, il tempo è la prima cosa che qui, come in nessun’altra parte del mondo, ha un ritmo tutto suo. Le lunghe e caotiche giornate, infatti, non ti impediscono mai di sorseggiare una caña di Mahou ghiacciata accompagnata da una tapas di patatas bravas o di tortilla. Sorridono alla vita i madrileni e lo fanno ghigno beffardo. Un’allegria contagiosa, che invade i quartieri popolari di Malasaña e della Latina. Amine pulsanti della città.

Ha una storia antica Madrid. Segnata dalla guerra civile e da una lunga dittatura. Negli ultimi 40 anni, però, hanno saputo riprendersi i loro spazi i madrileni. Lo vedi, chiaramente, nella street art, sparsa un po’ dappertutto, e nell’ecclettica Chueca. Un quartiere come tanti, se non fosse per le scatenate feste organizzate dai comitati LGTB, che qui hanno “costruito” la loro casa. Il nome Madrid, come accade spesso in luoghi dal fascino così evidente, si perde nella notte dei tempi. Mescolando realtà e leggenda. Secondo molti, deriverebbe dall’arabo Matrit: luogo d’acqua e donatore di vita. Quel che è certo, è che le mura della sua fortezza erano così resistenti da scoraggiare quanti, nel corso del tempo, hanno provato a conquistarla.

Oggi, di quelle mura rimane ben poco. Di sicuro, però, la bellezza del Palazzo reale e dell’antica cattedrale è più viva che mai. I parchi, come quello del Retiro o del Cerro Tio Pio, e le molte aree verdi sono luoghi perfetti per rifiatare dopo una dura giornata di lavoro. Madrid, però, è anche città d’arte. Quella geniale di Cervantes e delle intramontabili gesta di Don Chisciotte e Sancho Panza. Non a caso ubicati a Plaza de España. Molti, poi, sono i musei dove è possibile ammirare le opere di artisti del calibro di Goya e Picasso. Per i meno tradizionalisti, artisticamente parlando, c’è sempre il Museo del Jamon (prosciutto crudo). Luogo mistico, dove un’ondata di profumi e sapori si impossesserà di voi e delle vostre italiche narici.

Non è sempre stata la capitale della Spagna Madrid. Il centro del mondo, però, quello sì. Una città cosmopolita, nella quale si intrecciano storie e culture differenti. Vivace e frizzante con il suo tinto de verano, capace di rinfrescare le bollenti serate danzanti. Fatte di una musica tormentata, quanto passionale. Il flamenco sta a Madrid come la polenta sta Napoli. Poco importa, però, perché non vi è cantore che non vorrebbe venire qui a dar prova di se. Ecco allora, che senza rendertene conto, ti ritrovi immerso in atmosfera inebriante e trascendentale. A Madrid non si vecchia mai. Come un serpente, infatti, questa città sa cambiare pelle conservando quella precedente. Un misto di tradizione ed innovazione che non ha eguali nel mondo.

Le immagini che seguono ne sono un esempio. Un umile tentativo di immortalare il fascino eterno di questa città. Fotografia di una capitale, Madrid, da sempre, a metà tra movida e modernismo.

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*versione originale

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