“Il ritorno del Re” e l’Orchestra del Maggio Fiorentino: un grande spettacolo, una grande lezione di Cinema

Al Mandela Forum di Firenze terzo appuntamento della Trilogia “Il Signore degli Anelli” musicato dal vivo, a coronamento di un’iniziativa che ha riscosso grandissimo successo. Un evento unico nel suo genere a cura della Fondazione Maggio Fiorentino e Regione Toscana

di Giuseppe Cassaro

© Giuseppe Cassaro | Ghigliottina

Quello organizzato dal Maggio Fiorentino è una tra le esperienze massime di concetto: musica per film. Sì, perché quando oltre cento elementi tra Orchestra, Coro e Coro delle voci bianche, in armonia, eseguono dal vivo la colonna sonora (spiegheremo in seguito la distinzione tra ‘colonna musicale’ e ‘colonna sonora’) di Howard Shore sulle immagini di uno dei tre film di Jackson de “Il Signore degli Anelli”, “Il ritorno del Re”, si compie un vero e proprio miracolo.

Lo scrivo da musicista, lo confermo da musicista che lavora con le immagini.

Shih-Hung Young, Direttore d’Orchestra, il Soprano Kaitlyn Lusk ed il Maestro del Coro Lorenzo Fratini, venerdì 10 e sabato 11 marzo hanno regalato al pubblico del Mandela Forum di Firenze uno straordinario momento di cinema, come lo si poteva sognare agli albori del muto, risultato di una tensione emotiva dettata dal “buona la prima”, sospinto da un potere comunicativo che solo le immagini del film che scorrono alle spalle degli orchestranti (in lingua originale) può offrire agli spettatori. Il contrappunto finale lo fa il pubblico che, ipnotizzato dal film e dalle musiche eseguite dal vivo, non sa dove concentrare lo sguardo. Una grande lezione di cinema per quello spettatore che, ignaro di tutto (soprattutto in Italia), ignora o fa finta di non sapere che il Cinema è un lavoro complesso, fatto di sinergie, grandi squadre che, ciascuno per reparto, contribuisce alla magia del racconto.

Finché si è seduti comodamente in una sala sgranocchiando pop-corn, tutto questo è sommerso, nascosto dallo scherno, implicito nella pellicola in sé. Ma in questo modo, fisico, vero, lo spettatore è “costretto” ad accettare la difficoltà del linguaggio, misurarsi con lo straordinario sforzo che questo prevede. Non è solo il pensiero di “uh che fico!”, ma una presa di coscienza, un omaggio al “lavoro” cinematografico. Sì perché nello spettatore vanno formandosi pensieri contrastanti, di ammirazione e sgomento, di curiosità e inadeguatezza. Vedere un film è cosa facile, commentarlo, magari criticare e mortificarne autori (secondo gusti e aspettative) ancor di più; misurarsi con i propri limiti e con la magnificenza di un lavoro come questo, invece, crea quasi imbarazzo. Non solo per un ‘musicante’ ma anche per chi, semplicemente, è calato nella veste di fruitore.

© Giuseppe Cassaro | Ghigliottina

Colpisce subito l’emozione, generale. L’emozione del pubblico che forse, per la prima volta, fa i conti con il proprio bagaglio culturale, con la propria coscienza. L’emozione dell’Orchestra, consapevole di regalare un’esperienza unica, da un lato, e coinvolta e tesa sull’esecuzione dall’altro. La mia emozione, protesa verso l’empatia con i musicisti, immerso nel maxi-schermo, confuso tra i due ‘spettacoli’.

Guardare a tratti il film, poi cercare dettagli tra gli strumenti, le esecuzioni, le danze degli archetti sui violini, le espressioni dei coristi, l’irrefrenabile desiderio delle voci bianche di guardare il film, ruotando imbarazzati il capo verso lo schermo alle loro spalle. Tutti, ciascuno a modo proprio, ha vissuto e contribuito ad un’emozione indimenticabile.

Avevo già assistito all’orchestrazione dal vivo di un film: in quel caso si trattava di pellicole mute, film di Charlie Chaplin e Buster Keaton che, nella loro magia senza tempo, lasciavano libero spazio ai compositori/direttori d’orchestra che, con le loro musiche, cullavano il grande pubblico tra una scena e l’altra.

Qui è stato diverso. In questo caso il film esiste, esiste la sua musica. E lo spettatore lo sa. Lo spettatore sa perfettamente cosa si aspetta di vedere e sentire… ma è si lascia trascinare in un altro mondo.

(fonte immagine: isolaillyon.it)

Un aspetto che vorrei spiegare, ai fini di questa recensione, sta proprio nel concetto di “colonna sonora”. Mi è utile farlo anche per condividere aspetti più tecnici dello spettacolo. È usanza (errata) definire ‘colonna sonora’ ciò che è musicale in un film; in realtà la colonna sonora è l’unione di tutto ciò che ascoltiamo (musiche, dialoghi, suoni, effetti, rumori, …). Con questo mi ricollego ad una scelta stilistica per mano della Regia dell’evento che ho molto apprezzato. Avendo la possibilità di isolare le singole ‘colonne’ (per l’appunto dialoghi, rumori, …), è stato deciso di dare risalto ai dialoghi, in lingua originale, e di tenere ad un volume molto più contenuto tutti gli effetti sonori (combattimenti, spade, urla, …). Questo ha permesso di dare notevole risalto alla musica, vera protagonista della serata.

Ci sono tanti, forse troppi momenti che meriterebbero un’analisi, di grande impatto e suggestione; la musica ha il potere di condurre lo spettatore realmente nella Terra di Mezzo, fra Elfi e Orchi, vivendo emozioni ed un trasporto così vivo e reale. Questo è successo al Mandela di Firenze. E qui, ancora, il mio applauso a chi ha reso possibile vivere un sogno ad occhi aperti, diventando, anche solo per tre ore, parte di una straordinaria macchina comunicativa che è il Cinema.

Programma

Prima parte:
Roots and Beginnings – Journey to the Cross-roads – Return to Edoras – The Chalice Passed – Gollum’s Villany – The Palantír – The Grace of Undómiel – The Eyes of the White Tower – A Coronal of Silver and Gold – The Lighting of the Beacons – The Stairs of Cirith Ungol – Allegiance to Denethor – The Parting of Sam and Frodo – The Sacrifice of Faramir – Marshalling at Dunharrow – Andúril–Flame of the West – The Paths of the Dead

Seconda parte:
The Siege of Gondor- Shelob’s Lair – Grond–The Hammer of the Underworld – Shelob the Great – The Tomb of the Stewards – The Battle of the Pelennor Fields – “A Far Green Country” – Shieldmaiden of Rohan – The Passing of Théoden – The Tower of Cirith Ungol – The Last Debate – The Mouth of Sauron – For Frodo – Mount Doom – The Crack of Doom – The Eagles – The Fellowship Reunited – The Journey to the Grey Havens – Days of the Ring

Direttore d’Orchestra: Shih-Hung Young
Soprano: Kaitlyn Lusk
Maestro del Coro: Lorenzo Fratini
Orchestra, Coro e Coro delle voci bianche del Maggio Musicale Fiorentino
Nelson Mandela Forum- Firenze – Sabato 11 marzo ore 20:00

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