Un giovane pilota sta facendo sognare l’Italia dei motori: Antonio Giovinazzi

Dopo sei anni un italiano torna a guidare in Formula 1, Antonio Giovinazzi da Martina Franca. Dopo l’esordio in Australia il terzo pilota della Ferrari correrà sulla Sauber anche in Cina

di Andrea Pulcini
su Twitter @Purcins

Antonio Giovinazzi (fonte immagine: .jamesallenonf1.com)

#tuttipazziperGiovinazzi non solo un hashtag su Twitter, molto più di un hashtag. È l’inno alla gioia dei tifosi italiani della Formula 1. Perché Antonio Giovinazzi, pilota classe 1993 di Martina Franca vicino Taranto, prendendo parte al primo gran premio della stagione in Australia lo scorso 26 marzo, ha riportato un italiano a correre nella massima serie automobilistica.

Gli ultimi furono Vitantonio Liuzzi e Jarno Trulli, che corsero il loro ultimo GP ad Interlagos nel 2011. Ed ha fatto bene Antonio che era in Australia in qualità di terzo pilota, ruolo che ricopre sia per Ferrari che per Sauber, con la quale aveva fatto i test a Barcellona solo poche settimane fa.

Ma prima di approfondire l’attualità, scopriamo chi è e da dove viene questo giovane ragazzo italiano. Giovinazzi inizia come tutti, nei kart, ed è in questo mondo che conoscerà una persona che gli cambierà la vita: Sean Gelael. Saranno avversari in pista ma nella vita diventano amici, tanto che il padre di Sean, Ricardo, noto al mondo perché possiede il famoso marchio di Fast Food KFC (Kentuky Fried Chichen), aiuterà Antonio nella sua crescita sportiva. Sarà lui, negli anni a finanziarne la carriera. Nel 2012 il pilota di Martina Franca approda nel Campionato Formula Pilota China dove, conquistando 6 vittorie, si laurea campione.

Nel 2013 partecipa alla Formula3 Europea prendendo parte anche a qualche appuntamento di quella britannica. Nei due anni successivi, 2014 e 2015, li dedica solamente al campionato Europeo di Formula 3 con il team Carlin, dove ottiene come miglior risultato il secondo posto nella sua seconda stagione.

Ma il 2016 è l’anno della svolta per Giovinazzi. Approda al team di GP2 (che da quest’anno si chiama Formula 2) Prema. Un team italiano, il cui sponsor è proprio Ricardo Gelael, che ha finalmente modo di veder di persona il suo pupillo.

Qui ha il merito, per il talentuoso classe 1993, non solo di prendere confidenza con alcune delle piste del mondiale di Formula 1 ma anche di potersi mettere in mostra. Esordire su queste monoposto saltando il gradino offerto dalla GP3 non è facile per nessuno. Ma Giovinazzi sembra esaltarsi su queste macchine, rendendosi artefice di un grandissimo campionato che lo vede duellare fino all’ultima corsa per la conquista del titolo di GP2 col più esperto nonché prodotto del vivaio Red Bull, Pierre Gasly. Alla fine del campionato Antonio sarà secondo per soli 12 punti, ma, le sue performance, tra le quali spicca una rimonta storica a Monza, dove è partito ultimo conquistando una fantastica vittoria.

Giovinazzi durante il gran premio d’Australia (fonte immagine: sportmediaset.mediaset.it)

Questo evento ha attirato su di lui l’interesse della Ferrari, che lo ha convocato e premiato con dei giri di pista a Fiorano con una vecchia monoposto. Da lì per Giovinazzi è iniziata una “nuova vita”. Riceve un’altra telefonata dalla scuderia di Maranello e il 19 dicembre 2016 diventa il terzo pilota ufficiale della Rossa.

Il resto è storia recente. In virtù dell’infortunio di Pascal Wehrlein al collo alla Race of Champions di Miami, per il pilota italiano le porte dei test pre-stagionali con la Sauber. Giovinazzi solge bene il suo compito ma, vista la ritrovata disponibilità del titolare torna mestamente e tranquillamente in panchina. Ruolo che svolge anche a Melbourne, dove arriva a quattro giorni dal primo gran premio del 2017 per apprendere e imparare quanto più possibile dai piloti di Maranello, Sebastian Vettel e Kimi Räikkönen. Invece una telefonata, ricevuta sabato mattina prima delle qualifiche ufficiali, cambia i suoi piani e forse, la sua carriera. Perché Wehrlein ha ancora dolore al collo e tocca a lui sostituirlo.

Salire su una Formula 1 a freddo, avendo girato sul circuito australiano solo a piedi o sul simulatore non è il massimo per nessuno. Eppure Giovinazzi svolge egregiamente il compito. In qualifica chiude 15°, a soli due decimi da Ericsson, suo esperto compagno di squadra, per colpa di un bloccaggio, eseguito nel suo ultimo tentativo cronometrato, frutto della poca conoscenza che il pilota italiano aveva della pista e della monoposto.

La gara conferma le sue qualità e certifica ciò che aveva promesso il giorno prima: terminare la gara. E Antonio lo fa, classificandosi 12° risultando il migliore dei debuttanti.

Tra pochi giorni si torna a correre e in Cina per Antonio Giovinazzi ci sarà una seconda opportunità di guidare una Formula 1, dato che Wehrlein non è ancora al 100% della forma. Il futuro è nelle sue mani. La stima di Sergio Marchionne, presidente della Ferrari, nei suoi confronti, è nota da molto e se il pilota pugliese, cogliendo le occasioni che gli si stanno proponendo davanti dovesse far bene, nel 2018 potrebbe ambire ad essere il pilota titolare della sua scuderia d’appartenenza. Una Ferrari, che solo a nominarla, fa brillare gli occhi del giovane e ambizioso pilota di 23 anni da Martina Franca.

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