Giuseppe Rossi, la voglia di tornare (ancora una volta) più forte

L’attaccante italiano ha subito in Spagna un nuovo brutto infortunio al legamento crociato. Per il giocatore del Celta Vigo ennesimo stop di una sfortunatissima carriera

di Andrea Pulcini
su Twitter @Purcins

Giuseppe Rossi con la maglia del Celta Vigo (fonte immagine: sbisoccer.com)

Va in allungo a recuperare un pallone, resta giù, si rialzerà a fatica. Il ginocchio fa crack, di nuovo. Ed è un dettaglio, il fatto che questa volta, a differenza delle due precedenti, a cedere è stato quello sinistro. Perché il legamento ha ceduto. Ed è questo che tristemente conta.

Giuseppe Rossi, a 30 anni ha già subito per ben tre volte questo triste calvario. Il 9 aprile 2017 nel match contro l’Eibar, si è aggiunto un ulteriore capitolo allo sfortunato libro dell’attaccante italiano.

Il legamento crociato è la maledizione per ogni calciatore. Operazione, intervento, riabilitazione. Un iter che richiede tra i 6 e i 9 mesi, nella maggior parte dei casi, addio a stagioni, e sogni di gloria.

Ma non per il giocatore del Celta Vigo, che questo demone lo ha già affrontato e superato due volte. La prima, il 26 ottobre 2011 al Santiago Bernabeu quando giocava tra le file del Villarreal. Col “Submarino Amarillo” Pepito stava risalendo la china dopo una grande stagione vissuta insieme al brasiliano Nilmar.

Non ha avuto fortuna l’attaccante azzurro, che appena rientrato in campo si rompe di nuovo nella primavera 2012. Lo stop questa volta è lungo, dura un anno e mezzo. Un periodo nel quale viene ingaggiato dalla Fiorentina, squadra che segna la sua rinascita.

La carriera di questa ragazzo, nato e cresciuto negli Stati Uniti (dove vivrà fino ai 12 anni, quando si trasferirà a Parma), si svilupperà tra Italia, Inghilterra e Spagna. A Parma farà le giovanili prima di trasferirsi al Manchester United, club che lo consacrerà come giocatore ma, soprattutto come uomo grazie alla guida di Sir Alex Ferguson.

Poi lo slancio di Parma, dove incontra Claudio Ranieri con il quale vive sei mesi collezionando 20 presenze e 9 reti.

Dopo quell’esperienza il Villarreal bussa alla porta dei diavoli rossi e lo porta in Spagna dove realizzerà 93 goal in 219 presenze. È un idolo al Madrigal, dove gioca dal 2007 al 2013, ma l’infortunio al crociato e la retrocessione della squadra portano Rossi a Firenze.

In maglia gigliata, nonostante gli infortuni, la sua carriera sembra rifiorire. Ma la condizione fisica non è eccellente seppur in viola riuscirà a segnare 19 reti in 42 presenze. Ha al suo attivo anche 7 centri con la Nazionale, con la quale, in virtù dei suoi molti infortuni non ha avuto modo di poter brillare.

La sua carriera prosegue con i prestiti a Levante e Celta Vigo, club con il quale ha consumato l’ennesima tragedia sportiva.

È forte e determinato Pepito, come dimostra anche sui suoi canali social. Il 30enne giocatore è già Oltreoceano, pronto ad essere operato dal professor Richard Steadman, che lo ha già avuto in cura per uno dei suoi tanti infortuni.

Laconico il messaggio che Rossi ha pubblicato sulla sua pagina Facebook. La foto lo ritrae con la sua ultima maglia, quella del Celta Vigo, e le braccia alte al cielo. Un messaggio breve scritto in spagnolo e in italiano in cui mostra la sua grande voglia di giocare e di tornare più forte di prima. Chiude con due hashtag significativi: #passionbeatseverything e #nevergiveup.

Non mollare Pepito, il mondo del calcio ha bisogno delle tue magie e delle emozioni che con grinta e passione sai regalare agli amanti di questo sport.

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