“Ogni volta che mi baci muore un nazista” di Guido Catalano

Guido Catalano nella sua nuova pubblicazione “Ogni volta che mi baci muore un nazista” ci regala poco più di 144 poesie dichiarando guerra ai nazisti (che non ci sono)

di Federica Albano
su Twitter @federica_albano

Le donne di Catalano ci fanno innamorare, come alcune delle sue poesie. Chi resisterebbe del resto a queste donne morbide, leggere, con i vestiti svolazzanti e i capelli indomabili? Guido Catalano le ha raccontate nelle sue 144 poesie (che in realtà sono di più, ma il numero gli piaceva assai) di “Ogni volta che mi baci muore un nazista” (Rizzoli, 2017).

Poesie brevi, lunghe, di guerra, da leggere d’un fiato o saltellando come tra le pagine di un prontuario. Le poesie tristi, quelle felici, quelle innamorate o per far innamorare, quelle per chiudere una relazione (le PFR come le chiama lo stesso autore, Poesie di Fine Rapporto) o le poesie per l’estate solitaria nella città svuotata.

Poesie da urlare a squarciagola, da leggere sospirando sotto le coperte oppure destinate a perdurare alle relazioni per diventare, come una foto, una potente arma dopo la fine di un amore.

A conti fatti, male che vada, t’avrò scritto una mezza tonnellata di poesie di discreta meraviglia”.

Poesie per chi vuole conquistare, per chi è stato mollato, per chi gira per casa in mutande, per chi sogna labbra lontane, per chi si ubriaca sotto la luna, per celebrare le piccole cose.

Poesie solitarie, di chi schernisce il poeta, di invasioni di zombie, ma di nazisti nemmeno l’ombra: non avrebbero avuto scampo con tutti i baci presenti nel libro.

Ci sono poesie in cui il poeta parla con un capitano, sono in trincea, la guerra esplode fuori e loro parlano. Una metafora forte per l’amore come salvezza dalle brutture del mondo, salvezza che si respira anche dal titolo del libro.

Catalano ancora una volta riesce a dare alla poesia leggerezza nella forma e consistenza nel significato. Ci fa venir voglia di scrivere poesie, ma come dice lo stesso autore: “Per le poesie serve coraggio, ma aiutano a baciare”. E allora, che siano nazisti in meno!

Ogni volta che mi baci muore un nazista
di Guido Catalano (Rizzoli, 2017)
pp. 322, € 18

Guido Catalano è nato a Torino nel 1971, è poeta e performer. Porta i suoi libri (e la sua barba) in giro per l’Italia con oltre 130 reading all’anno. Collabora con Smemoranda, è ospite fisso di “Caterpillar” su Rai Radio 2, tiene un blog su “Il Fatto Quotidiano” e cura la posta del cuore per la rivista “linus”. Ha pubblicato per Miraggi Edizioni “Ti amo ma posso spiegarti” e “Piuttosto che morire m’ammazzo”.

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