Lacrime di gioia

La Nazionale Italiana femminile di basket batte l’Ungheria 49-48 ed accede ai quarti di finale degli Europei (Giovedì ore 12.30 contro il Belgio) al termine di una partita emozionante

di Edoardo Caianiello
su Twitter @edoardocaia

Fantozzi non poteva descrivere meglio certi tipi di serate, quelle da “spaghettone aglio, olio e peperoncino, birrona gelata e rutto libero”, il mercoledì di coppa. In questo caso nessuna formazione calcistica in campo, ma la Nazionale Italiana, quella femminile, e l’accesso ai quarti di finale di Eurobasket 2017.

Non c’era la birrona gelata, ma un fresco e frizzantino prosecco e qualche stuzzichino, una fresca insalata che aiuta la linea ed Omar. Ed il racconto parte proprio da lui, un appassionato di basket, uno che ieri nel suo classico programma di pallacanestro televisiva avrebbe visto Trento contro Venezia. Ma ieri sera, no.

Mi interessa di più Italia – Ungheria, la finale (Trento-Venezia, ndr) ce la vediamo dopo. Ecco il primo successo dello splendido gruppo di donne guidato da Andrea Capobianco.

Vincere ed andare ai quarti, a Praga contro il Belgio, oppure tornare a casa. E sembra proprio che certe partite non possano essere diverse da come poi alla fine vanno. Emozionanti, fino all’ultimo possesso, fatte di canestri subiti e di rimonte coraggiose, di contatti proibiti, di fischi dubbi e palle vaganti e tutti giù per terra. Quelle partite fatte di cuore, di tanto cuore.

E Cecilia Zandalasini è eleganza allo stato puro. Il suo palleggio, arresto e tiro è da registrare e da far vedere ai bambini. Forte ed autoritaria e dolce negli occhi, di quella a che a tutti gli effetti questo europeo ha consacrato nel mondo delle grandi come “signora” di questo sport. I capelli legati indicano la battaglia, gli occhi spalancati la semplice grandezza dell’universo femminile.

Giorgia Sottana non ci sta. Mai. Quando fa canestro, quando sbaglia, quando fa un passaggio giusto od uno sbagliato, è il classico movimento che genera vita. Finisce a terra e si rialza, parla con gli arbitri, questa competizione ha tanto di lei.

Kathrin Ress è un gigante. E non si è giganti solo quando si è più alti o grossi degli altri, ma quando si è più grandi. Nel rialzare per primi una compagna, nell’essere i primi a fare un sorriso, nello stare sempre là contro chi pensa di essere più alto, vincendo o perdendo a rimbalzo, ma stando lì, fino alla fine. Nell’aver vinto così tanto e nel trattare un ragazzetto emozionato ad un’intervista, manco fosse Gianni Brera.

La vinciamo in difesa” dice Raffaella Masciadri durante un timeout. Lei lo sa e questo basta. Lei lo sa e questo serve. Lei c’è.

Francesca Dotto. Basterebbe forse riportare il nome ed il cognome ma come non si può parlare dei cambi di ritmo, delle stoppate prese e di quella giocatrice che nonostante tutto è subito pronta a riprendere il tiro. Come? Semplice, perché non è una questione di centimetri ma di battiti, di quelli in più.

Penna, Gorini, De Pretto, Crippa, Formica e Cinili. Tutte sulla stessa barca, tutte colorate della stessa vernice, con lo stesso colore di azzurro.

Al timone c’è Andrea Capobianco, che nella sua personalissima filosofia “Sudo, ergo sum” è l’umile ed appassionato volto di questa squadra. Che nel suo basket ha la sua identità, che nei suoi movimenti ha trovato un’idea da percorrere, nel bene e nel male. Che ha un Allenatore in panchina, con la “A” maiuscola.

La voce che se ne va via, le urla, gli abbracci. Perché spesso ci si dimentica che prima di allenatori e giocatori ci sono le persone e forse è questo il grande trucco di Andrea Capobianco, la sua dilagante quanto genuina umanità. E le sue ragazze lo sanno, i suoi tifosi lo sanno.

L’Italia vince, l’Ungheria è battuta. Sono quarti di finale, giovedì ore 12.30 contro il Belgio. E sono abbracci, e sono lacrime, ma di gioia. Di chi nell’ignoranza generale è stato considerato un mondo minore in uno sport minore e che oggi festeggia. Che oggi fa esultare Omar e tanti altri, che fa piangere chi c’è sempre stato, che fa sentire invincibili.

Lacrime per l’appunto, di gioia. L’Italia è ai quarti.

Italia-Ungheria 49-48 (12-14; 17-7; 5-19, 15-8)
Italia: Italia: Penna 2 (1/2, 0/1), Gorini (0/2), Sottana 12 (2/5, 2/3), Zandalasini 17 (5/12, 1/1), Dotto 12 (3/11, 2/4), Masciadri (0/1), Formica 1, De Pretto, Crippa (0/1), Ress 5 (2/7), Cinili (0/2). Coach: Andrea Capobianco.
Ungheria: Fegyverneky 5 (0/4, 1/2), Raksanyi 7 (3/4, 0/2), Licksai, Simon 5 (1/2, 1/2), Varga, Medgyessy 2 (1/1), Vandersloot 6 (3/9, 0/6), Krivacevic 15 (4/9, 0/4), Nagy-Bujdoso 3 (0/4, 1/5), Dubei, Hatar 5 (2/3), Zele (0/1, 0/0). Coach: Stefan Svitek.

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2 risposte a “Lacrime di gioia

  1. Perchè la partita con il Belgio non viene trasmessa in diretta da Raisport? C’è l’Italia, in campo, la nostra squadra, anche se è quella femminile, che forse fa poca audience rispetto a quella maschile. Ma qui siamo ai campionati europei e gli italiani si meritano comunque di veder giocare la propria squadra in una manifestazione ufficiale!!!

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